Ogni volta che incontro questa piccola caramella riaffiorano in me ricordi di infanzia e vita passata.
Probabilmente lo stesso effetto lo provoca anche nei miei cugini.
Come le ‘Madeleine di Proust’ queste caramelline mi fanno viaggiare nel tempo.
Il nome della nonna è proprio Maddalena, Maddalenin, Nenin. Piccolina, minuta, uno scricciolo.
Io però ricordo che quando da bambina stavo con lei, passavo tra le sue mani forti che mi scorticavano il collo, perché il collo dei suoi nipoti non era mai pulito a dovere!
Rimanevo poi affascinata dal suo gesto rituale dell’aggiunta di una nota polvere alla bottiglia di acqua per renderla effervescente.
Una magia che mi lasciava letteralmente a bocca aperta e stimolava i miei sensi con il suono e la vista di quelle bollicine che nascevano dal nulla.
Il caldo torrido estivo e l’indimenticabile vestaglietta da nonna italiana.
E le sue parole che mi accompagnavano mentre crescevo e diventavo una giovane donna: sempre la stessa frase: «sabrina, comportati bene, rispetta tuo padre».
Che poi era suo figlio, quello che per lei rimaneva sempre il figlio piccolo, l’uomo che a me invece incasinava la vita con i suoi deliri.
La frase era accompagnata dalla cospicua paghetta, tipico modo italico di sistemare le cose.
Dolce e amaro.
I Ricordi.
Il dischetto di liquirizia gommosa nera dal forte sapore metallico che per un istante ti trasferisce nel cosmo e la Nonna.
La Nonna di una volta.
sabrina
(Pubblicata su instagram gurumanontroppo il 16/06/2019)